Ogni volta che ci salutiamo speriamo in cuor nostro di riuscire a continuare il nostro lavoro, lavoro che va avanti da un anno e mezzo.

Lo speriamo (alcuni genitori, ex genitori, maestre ed alcuni giovani) perché i tempi che viviamo non ci danno alcuna sicurezza.

Il libro che abbiamo scelto è “Come superare l’angoscia animica del presente” una conferenza si Rudolf Steiner tenuta a Zurigo il 10 ottobre 1916.

La conferenza è stata scelta in tempi non sospetti, una conferenza straordinaria che ben descrive quello che viviamo e cui andiamo incontro, l’abisso, (…) Se si guarda nel mondo, si presenta, e ormai già da anni, straordinariamente tanto materiale distruttivo. Sono attive forze che danno un sentore di come la civiltà occidentale si diriga verso profondi abissi.1.1 1924 (O.O.260) per l’uomo sono abissi di disumanità e solitudine, la grande solitudine che ognuno rischia di vivere rinchiuso in se stesso, la difficoltà della comunicazione, l’indifferenza, l’ansia ed il disagio che ne deriva. Ma tutto questo Steiner lo accompagna con una speranza di luce, traccia una via da percorrere in piena libertà, perché possiamo illuminare con la luce della comprensione, del pensiero e del cuore, tutto quello che ci circonda, per dissolvere l’oscurità.

Poi, sappiamo tutti che cosa è accaduto e sta accadendo e proprio in questa ottica i contenuti della conferenza sono stati più presenti che mai, più viventi che mai. Ripercorrerli insieme è stato un modo per tentare di stare con la schiena dritta davanti alla continua menzogna, alle manipolazioni, a dichiarazioni contraddittorie, ad un “nemico” sconosciuto che sembra aver avvolto tutti quanti.

Abbiamo immediatamente toccato come le parole di Steiner, le sue verità-scientifico spirituali non siano conoscenza morta, ma viva, conoscenza che in quei giorni tanto difficili è entrata realmente nelle nostre vite e questo, con grande gratitudine, ce lo siamo più volte comunicato. Ciò che poteva sembrare astratto improvvisamente in questo momento si è rivelato essenziale, abbiamo toccato con mano come lo studio insieme, possa diventare, se vissuto con autentica partecipazione dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti, straordinariamente vivo, la parola diviene qualcosa che nel corso delle nostre giornate, della nostra vita, vive fin nelle attività pratiche più esteriori.

Ritrovarci e scambiarci lo stupore di quello che aveva significato la conferenza, le analisi così attuali, per noi è stato un tutt’uno.

E’ interessante vedere come per superare l’angoscia animica dell’uomo contemporaneo Rudolf Steiner proponga tre possibili vie di uscita: la prima è la comprensione sociale, la seconda è la conquista della libertà di pensiero, la terza è la conoscenza vivente del mondo spirituale attraverso la scienza dello spirito.  Queste tre cose devono costituire i grandi ideali della nostra epoca

Nell’elaborare insieme queste parole, si sono aperti mondi, la limpidezza delle sue parole ci ha tracciato vie chiare da percorrere in questi tre ambiti.

Accogliere la richiesta, intraprendere un lavoro insieme, incontrarsi, sentire la viva esigenza del porsi in ascolto per rintracciare il “messaggio silenzioso” dell’altro, tentare di avvicinarci alla comprensione della realtà attraverso lo studio, attraverso la “parole di luce” della conoscenza spirituale, arrivare ad interiorizzarla in noi quale “parola d’amore”, dalla quale può veramente scaturire una reale forza, è stato un gran dono.

Questa è la strada tracciata dal nostro lavoro, ed ognuno in piena libertà sperimenta ciò che più gli risuona e lo condivide. Difficile raccontare in parole ciò che sin ora abbiamo vissuto; c’è sempre costanza e volontà nel rincontrarsi e un calore tale da riscaldare e compenetrare la volontà.

Al gruppo, non sempre tutti riescono ad essere presenti, ma mai nessuno è rimasto indietro, il lavoro ha sempre previsto un riattraversamento delle conoscenze studiate, anche per le persone che via via si sono aggiunte.

Nonostante la fatica, lo smarrimento e l’incertezza, il sapersi uniti in questo studio è’ stato per tutti un punto saldo, una possibilità di lavoro su sé, una chiave di lettura vivente per il nostro vissuto e per il sociale.

Il gruppo non si è mai lasciato nei mesi di obbligata lontananza, né è ricorso al surrogato delle tecnologie digitali, ci siamo tenuti in contatto con pensieri, scritti, che ognuno ha letto, studiato da solo, col desiderio di ritrovarci  appena possibile.

Per alcuni di noi lo studio insieme è stato una base di partenza per poter affrontare la concezione del mondo antroposofica e scoprire che tali idee, anche se in un primo tempo possono apparire astratte, noi possiamo trasmutarle in una viva sensazione, in un vivo sentimento. O.O152

Il tutto, va sottolineato, è stato anche un grande, autentico  conforto.

Ringrazio immensamente la scuola di averci dato lo spazio per incontrarci.

Gabriella Schina

 

Il gruppo s’incontra il II e IV martedì del mese alle 19.

3394939171 maestra Silvia