Notiziario della scuola steiner Il Giardino dei Cedri.

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Quando dalle ampiezze dell’Universo
il Sole parla al senso dell’Uomo
e la Gioia dalle profondità dell’Anima
contemplando si unisce alla Luce,
allora dall’involucro dell’egoità
i pensieri fluiscono nelle lontananze dello spazio
e ottusamente uniscono
l’essere dell’Uomo all’esistenza dello Spirito.
Poesia tratta da “Il calendario dell’anima”

La recita dell’Ottava classe

Cari Genitori,

marzo è stato particolarmente importante e ricco di attività per l’ottava classe che ha dovuto concludere la preparazione per la rappresentazione teatrale data a fine mese, terminando il lavoro sull’interpretazione del testo e sulla scenografia.
Le otto ragazze e i tre ragazzi, alle soglie di lasciare la scuola per avventurarsi nel mondo dei licei statali, hanno compiuto un’altra volta il miracolo – che si avvera da tanti anni per ogni ottava classe – di poter esprimere se stessi in un modo totalmente individuale, raccogliendo tutta l’educazione artistica degli otto anni di scuola che è apparsa chiaramente nel lavoro manuale come nel gesto teatrale, nell’arte pittorica come nell’interpretazione di un personaggio, nella cura della voce come nella musica … Ma queste diverse individualità che hanno fatto capolino sul palcoscenico, pronte a prendere il volo verso il futuro, si sono mostrate anche unite fortemente le une alle altre, avendo avuto l’opportunità di maturare nel lavoro comune di tanti anni un vero atteggiamento sociale.
Per ringraziare tutti coloro che li sono andati a vedere applaudendo il loro sforzo, facciamo seguire dei brani presi dai loro temi scritti su questo avvenimento.

Caterina: “Il Drago. Quest’intrigante opera teatrale di Evgenij Schwarz narra di un cavaliere errante, Lancillotto , che arriva in una città assoggettata ad un drago da ormai quattrocento anni. Ogni anno il drago si sceglie una fanciulla, che poi scompare nella sua tana … Ma Lancillotto riuscirà infine ad uccidere il drago …  Schwarz, in quest’opera, rappresenta nel personaggio del drago il puro male e l’egemonia politica che vengono sconfitti dai più nobili principi dell’umanità, incarnati dal puro Lancillotto. … Lo spirito puro e giusto di Lancillotto ha lasciato in me un rafforzato slancio nel denunciare e combattere le ingiustizie … oltre all’impronta lasciatami dal ruolo di Lancillotto, quest’esperienza mi ha ancor maggiormente unita ai miei compagni, con cui ho condiviso questa profonda ed arricchente avventura, che ci ha preparati per le sfide che il futuro incerto ha in serbo per noi …”

Maria Celeste: “Il testo della nostra recita “Il Drago” parla di avventure, amore, oppressione, paura e morte … la maggior parte delle persone, nel racconto, ormai non ha più un’anima; sono state uccise dentro, nel profondo e ormai si sono rassegnate … Quando Lancillotto viene a sapere della disgrazia, subito decide di salvare Elsa di cui si era innamorato al primo sguardo … Il primo giorno che siamo entrati a teatro eravamo tutti un po’ spaventati e la prima volta che l’abbiamo provato abbiamo fatto un disastro! Nessuno di noi avrebbe pensato che in soli quattro giorni lo spettacolo sarebbe diventato così bello! … Penso che questo testo fosse perfetto per noi, ognuno era adattissimo al ruolo assegnatogli dalla maestra! È stato bellissimo passare la settimana in teatro, ci siamo divertiti moltissimo!”

Ludovica: “…La prima testa del drago è bonacciona “oggi mi presento così alla buona senza i distintivi del grado”. La seconda è fredda, netta, impassibile …  Ma solo nel secondo atto vedremo la terza testa, la più feroce … L’atto si conclude con Lancillotto morente tutto solo sulla piazza … Il personaggio che ho interpretato con più gioia, volontà e “facilità” è stato quello di Elsa. All’inizio è sempre dura, ma quando vuoi qualcosa veramente, la riesci ad ottenere, così è successo a me … le battute che mi riuscivano con più difficoltà sono state quelle con sentimenti di rabbia e odio … Interpretare invece il personaggio di  Carlo Magno è stato strano, sinceramente non riuscivo a sentirmi veramente maschio … L’esperienza teatrale è stata soddisfacente, durante gli spettacoli non avevo più la cognizione del tempo … è stata una grande esperienza ed opportunità che porterò sempre nel cuore e non so se avrò la possibilità di ripeterla.”

Ginevra: “Le luci si spengono, nella sala scende il silenzio; ormai anche tra noi è sceso il silenzio e ognuno si prende un attimo, anche inconsciamente, per entrare in sé e fare leva su tutto il proprio coraggio. … è il momento: entriamo! … Quando ti capita, se non in teatro, di poter così bene giocare con il tuo carattere, con la tua personalità? Qui puoi esprimerti in tutto quello che hai imparato dalla storia e dal personaggio. Un attimo sei l’ospite inaspettato che conversa curiosamente, poi l’incredulo e lo sconcertato davanti alla totale sottomissione degli altri, poi l’innamorato, poi l’eroe che dà tutto, perfino la vita, per salvare persone che non vogliono essere salvate. Ma per fare questo devi giocare con te stesso e la tua timidezza, la tua paura … Tocca a me. È il mio momento. Quando entro in scena l’emozione è tanta, ma mi accorgo che tutti danno il meglio e così, oltre a coinvolgere gli altri, coinvolgiamo noi stessi. E questo è bellissimo. Dopo pochi minuti, il pubblico non mi dà più soggezione, anzi mi spinge a far sentire tutto quello che io, personaggio e persona, ho dentro.  Sembra una danza, poi … arriva proprio il momento finale: io sono Lancillotto e Lancillotto è me, e sto morendo … mi godo ogni secondo del monologo, ogni parola, ogni gesto, ogni sentimento …”

Alice: “Ripensando all’esperienza teatrale, in primo luogo mi viene in mente la fatica del lavoro, la fatica per trovare l’espressione giusta, la fatica nel contenere un’emozione. Un’emozione irraggiungibile, ineffabile, palpabile solamente attraverso l’esperienza teatrale. Un’esperienza che rimane impressa nei ricordi, un personaggio che ricordiamo come il protagonista di una nostra vita parallela, un testo che ci insegna le regole alle radici della vita. Solamente l’esperienza teatrale è capace di far emergere la nostra personalità attraverso il personaggio interpretato. Possiamo essere timidi, ma recitando tutto svanisce, svanisce la timidezza, la paura, la coscienza di avere un pubblico e l’incoscienza di essere la voce dell’anima del personaggio. Il testo è come se mi avesse parlato, scoprendo una via per il suo significato più profondo che io ho percepito. Mi ha confidato il suo segreto che io non svelerò, perché penso che ognuno di noi si sia fatto un’idea diversa del contenuto magico del testo. Dopo la prima rappresentazione, ho capito che dovevo concentrarmi solamente sulla recita, dovevo pensare, riflettere, sognare la nostra recita ideale … recita creata da sguardi, intese, parole, sorrisi. Creata dall’immaginazione dell’infanzia, dal gioco dell’infanzia …”

Celeste: “Nella nostra scuola in ottava classe (III media) si fa uno spettacolo di teatro che l’insegnante sceglie in base a cosa le trasmettono gli alunni …. Nonostante tutto credo che la recita sia venuta bene, perché lunedì mattina quando siamo andati a teatro a provare per la prima volta è stato un disastro e così fino a giovedì, e io pensavo che così sarebbe venuta anche la rappresentazione, ma per fortuna mi sbagliavo … Mi porterò questa esperienza per tutta la vita. E quando sarò in difficoltà mi ricorderò la forza che ho avuto facendo tutte le repliche con 39 di febbre e finendo l’ultima con un dito del piede fratturato!”

Emma: “Mi rivedo sul palco, le luci che m’illuminano, il pavimento che scricchiola accompagnando ogni mio movimento. L’ansia e la paura che prima mi bloccavano sono scomparse, riesco a guardare il pubblico, anche se oscurato dall’ombra e, mentre recito davanti ad esso, sento accrescersi sicurezze in me, perché so che alla fine, quando il sipario sarà chiuso e i riflettori spenti, potrò dire: “Mi sono impegnata con tutta me stessa”. … Questo testo ha un profondo significato morale … periodi in cui gli uomini, accecati e sottomessi da un potere tirannico, divenivano  delle anime “bacate, anime venali, anime morte”. Ascoltando queste parole, lo spettatore può quindi riflettere, guardare la propria anima, cercare nel suo essere interiore e chiedersi: “ La mia anima com’è?” … Entrando a contatto con il teatro, ho avuto modo di conoscere un altro mondo, un’altra strada capace di trasmettere emozioni e sentimenti, ma soprattutto questa esperienza mi ha aiutata a crescere come persona … inoltre è stata una grande prova di amicizia per me e per i miei compagni … Crescere è una parola importante e forse non ne ho ancora appreso il vero significato, ma quello che so è che l’uomo non è un singolo individuo, ma un essere all’interno di una comunità e per crescere bisogna considerarsi come tale”

Carolina:  “La mia esperienza del teatro è stata abbastanza piacevole. Inizialmente ero terrorizzata di esibirmi davanti ad un pubblico. Nelle prove è stato molto difficile, imparare la parte invece è stato facile, anche se recitare come voleva la maestra era impossibile! Col tempo ci ho lavorato a casa, ma durante le prove non mi riusciva così bene come quando ero sola … Quando mi sono trovata infine sul palco è stato meraviglioso, ero felice di recitare!”

Tommaso:  “In questa recita, avendo interpretato uno dei protagonisti, mi sono divertito nel muovermi e inventare spostamenti nello spazio che non avevo mai fatto. Mi sono calato nel personaggio completamente e sono stato felice di ricevere tanti complimenti. Questa esperienza del teatro per me è stata fantastica, non dimenticherò i momenti d’ansia prima di entrare in scena, la paura di dimenticare le battute e soprattutto il finale con gli inchini e gli applausi che ti colmano di gioia fin dentro. È stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Ah! Dimenticavo una cosa: il supporto degli amici è stato fondamentale.”

Antonio:  “La recita di VIII è una di quelle esperienze che, secondo me, ti cambiano la vita … All’inizio è stato molto faticoso imparare tutte le battute a memoria (avevo quattro personaggi!) ma dopo averle imparate, tutto il resto è stato molto divertente. Mi sono divertito soprattutto ad interpretare le prime “due teste” del drago anche se cambiare completamente personaggio e umore in meno di dieci secondi è stato molto difficile, soprattutto dovendo anche cambiarmi di abito a luci spente … Sono subito rimasto colpito dal messaggio che Schwarz voleva veramente lasciare e quindi mi ci sono messo d’impegno … Ed ecco venerdì mattina: il giorno della prima. All’inizio, devo ammettere, ero un po’ teso, ma una volta entrato in scena, mi sono trovato a mio agio … È stata un’esperienza indimenticabile. Anche fare gli oggetti scenici è stato divertente. Mi è piaciuta molto d’idea dei cubi e sono molto felice di averne uno in camera mia per ricordo … In generale questa esperienza ti mette alla prova e dipende tutto da come la prendi. … è stata una delle ultime esperienze che avrò in questa scuola e forse la più significativa. Una cosa è certa. “Il Drago” rimarrà per tutta la vita nel mio cuore!”

Federico: “Nonostante io non avessi dei ruoli particolarmente importanti  mi sono divertito molto. A dire il vero prima della recita ero molto nervoso, pensavo di non ricordarmi tutte le battute o di non entrare al momento giusto, ma forse è proprio  per questo che è andata meglio di quanto credessi. E stato impegnativo, non si può negare, e ad un solo mese dalla rappresentazione sembrava essere ancora tutto in alto mare; credo che nessuno di noi avrebbe scommesso niente sul buon esito della cosa. Poi il teatro è di per sé magico e questa magia ha invaso tutti noi, tanto è che al momento della prima messa in scena come per incanto ogni cosa ha trovato il giusto posto. L’adrenalina era molto alta, ma questo ha fatto si che ognuno di noi “venisse fuori” con il meglio di sé, colpendo piacevolmente il pubblico in sala e, talvolta, stupendolo…. È davvero un’esperienza unica quella del teatro, che sarebbe bello fosse in tutte le scuole…e adesso siamo tutti in corsa per la prossima grande tappa: gli esami di giugno, speriamo di stupire anche in questo.”

Maestra Carla

La Festa di Primavera

Cari genitori e cari maestri,
 
lo scorso 8 aprile si è svolta, scaldata da uno splendido sole, la nostra amata festa di primavera, che ci ha visti festeggiare, tra fiori e profumi, l’arrivo di quel meraviglioso periodo dell’anno che segna la rinascita della natura.
Abbiamo passato una allegra giornata tra incantevoli laboratori, squisite pizze, le immancabili salsicce, tante generose specialità nei banchi gestiti dalle classi, curiosando tra il bazar ed il vintage cottage e gustando la gioia dei bimbi nel giocare insieme all’aperto.
Ringraziamo con affetto tutti coloro che si sono prodigati nell’organizzazione, tutti i cuochi che con amore hanno donato le loro creazioni, ma anche chi semplicemente si è voluto godere il sole e la festa.
Come sempre un ringraziamento speciale va al Gruppo Feste, che si fa carico di un lavoro ingente e di grande responsabilità, al Gruppo Forno che ci delizia sempre con le sue pizze, ai papà di turno al barbecue e a tutte le classi che si sono fatte carico dei laboratori!
Auguriamo a tutti una gioiosa rinascita!
 
Il Comitato Direttivo
Il Gruppo Forno de “Il Giardino dei Cedri”
E proprio durante la Festa di Primavera, insieme ai cibi preparati con tanto amore dalle famiglie si è potuta offrire anche l’ormai famosa e tanto apprezzata pizza cotta nel forno a legna della nostra scuola.
Il Gruppo Forno, ormai presente a tutti gli appuntamenti istituzionali della scuola, questa volta ha sfornato la bellezza di 180 pizze riempiendo la pancia di grandi e piccini !!!
Nato un po’ per gioco e un po’ per condividere insieme la passione per il cibo genuino, il Gruppo Forno, ormai da quasi due anni, è diventato la colonna portante e centro d’interesse per chi ama gustare in compagnia una buona pizza.
Già dalle prime ore della mattina, mentre si stava ancora finendo di preparare la postazione, i bimbi, ormai esperti e grandi conoscitori delle bontà sfornate dai papà, si sono disposti davanti ai banchi sollecitando l’uscita dal forno di pizze e focacce.
La missione dei papà, e per onestà di cronaca anche di qualche mamma, inizia già dal pomeriggio del giorno precedente, momento in cui ci si ritrova per impastare a mano tanta, tanta farina, acqua, lievito (e qualche altro ingrediente tenuto segreto!) fino a formare gli impasti che verranno lasciati riposare tutta la notte per una lunga e lenta lievitazione.
La mattina del giorno dopo, alle prime luci dell’alba, i volenterosi papà si ritrovano insieme per stagliare i panetti e preparare tutti gli ingredienti che ad arte verranno disposti sulle pizze, mentre altri accendono e predispongono il forno a legna per la cottura delle pizze.
A fine giornata, è vero che ci si ritrova molto stanchi – qualcuno anche un po’ bruciacchiato – ma altrettanto immensamente soddisfatti. All’insegna del buon umore e dell’amicizia si è lavorato e collaborato creando delle prelibatezze che non facevano in tempo ad uscire dal forno che già erano volate via come la dolce e buona pizza bianca con la nocciolata bio tanto apprezzata dai nostri ragazzi!
Se leggendo queste parole vi fosse venuta voglia di far parte del Gruppo, non esitate a farvi avanti perché la collaborazione di persone forti e volenterose è sempre la benvenuta!

Il forno a legna è stato costruito dagli stessi papà che ora impastano, condiscono e infornano!
Anche l’idea di costruirlo mattoncino dopo mattoncino è nata un po’ per gioco, ma poi è stata portata avanti con tanta fatica e determinazione.
Il forno ha un diametro di 160 cm, la cupola ed il piano sono di mattoni refrattari e può raggiunge la temperatura di 500°. Quando la volta interna “sbianca” è ora di infornare la pizza!  

Messaggio del Gruppo Feste 
Già alle nove del mattino i “papà delle pizze” stavano a scaldar il forno tra il crepitio dei ramoscelli ed il cinguettio degli uccellini.
Il sole che prendeva forza scacciava gli ultimi aliti di nebbia accogliendo il nostro risveglio. Poche persone si aggiravano nel giardino della scuola, a metter su addobbi, a tirar fuori i primi tavolini.
Avanzano i minuti, pian pianino spuntano genitori, stavolta accompagnati da bambini, come una sinfonia che tocca gli accordi iniziali e si prepara a risuonare in tutta la sua maestosità, quando il sole è ormai alto in cielo, ed il giardino è in fermento.
Il ricordo più forte di questa giornata sono stati i nostri sorrisi che si sono aperti dal mattino, ci hanno accompagnato e che ci siamo scambiati con tutti e tra tutti.
Grazie al lavoro e alla dedizione, ma soprattutto grazie all’umanità che portiamo e che ogni volta doniamo generosamente.
Il Gruppo Feste

Paestum, 19-20-21 maggio 2017
Olimpiadi della V classe 

Arrivate – per la realtà laziale – alla loro ottava edizione, tra il 19-20 e 21 maggio 2017 si terranno a Paestum le Olimpiadi.
Organizzate dalla scuola di Latina e dal gruppo dei maestri di ginnastica Bothmer delle nostre scuole, l’evento che coinvolgerà la nostra V classe comprenderà una serie di prove relative alle cinque discipline del pentathlon dell’Antica Grecia: corsa, salto in lungo, lotta, lancio del disco e giavellotto.
Il Parco Archeologico dell’antica colonia di Poseidonia, a cui siamo grati per averci nuovamente offerto ospitalità e collaborazione, farà da cornice perfetta a queste giornate.
Le scuole Waldorf coinvolte quest’anno sono, oltre la nostra, La chiave d’Oro di Latina, la Janua e La Primula di Roma, di Firenze, Colle Val d’Elsa, Verona, Bologna e Palermo.
I bambini di ogni scuola saranno distribuiti in polis e ciascuna concorrerà con un proprio stendardo. Il Giardino dei Cedri si presenterà come Atene.
Non sarà un evento competitivo, bensì un’opportunità per i ragazzi di vivere una salutare relazione con le forze dello spazio, del gesto armonico e del confronto leale.

Maestra Virna

28 maggio 2017 la Festa degli ex-alunni

“Del sol l’amata luce il giorno a me rischiara…”

“Chi si ricorda? I buongiorno più che alternativi, la creta e la cera, le gite a zappare e a vendemmiare, il lavoro manuale…?!”
Quali sensazioni si riaccendono, quali domande sorgono in madri e padri che, un tempo alunni del Giardino dei Cedri, si ritrovano oggi a varcare nuovamente il cancello verde, per accompagnare a scuola un figlio a cui hanno scelto di offrire lo stesso percorso.
“Che adulti siamo diventati? Come si è tradotto nelle nostre vite il progetto di “Educazione alla Libertà” di Rudolf Steiner? A cosa hanno portato i tanti sforzi dei nostri genitori che oggi noi stiamo scegliendo di ripetere?”
In risonanza a tali pensieri, a un desiderio condiviso tra genitori e maestri, la scuola Rudolf Steiner “Il Giardino dei Cedri” organizza la prima festa dedicata ai suoi Ex Alunni:

 

Domenica 28 Maggio 2017

 

con lo scopo di riunirli e conoscere le loro novità, gli aneddoti che vorranno raccontarci e per presentare loro come anche la scuola sia cresciuta nel frattempo e i progetti che stiamo portando avanti.
“Lo sapete che ora c’è un forno a legna in giardino, con cui si fanno pizza e pane bio?”
Agli ex alunni che parteciperanno alla festa, con le loro famiglie, la scuola offrirà per pranzo pizza cotta nel forno a legna  e un bicchiere di vino. Ci saranno musica e momenti di riflessione.
Stiamo raccogliendo le adesioni e costruendo una banca dati di indirizzi degli ex alunni, indispensabile per rimanere in contatto.
Sul sito della scuola è stata aperta una pagina dedicata, per confermare la partecipazione compilando il modulo, al link:


Noi del gruppo di lavoro per l’evento invitiamo calorosamente ogni genitore e collaboratore della scuola a unirsi a noi nella preparazione della festa, per assicurarne la riuscita. Gestiremo in condivisione i compiti: dall’accoglienza al riordino finale, passando attraverso i vari momenti previsti per la giornata, gli spazi espositivi dei nostri manufatti, il pranzo e la musica.
Nell’intento di creare un evento da ripetere periodicamente e, man mano, in grado di assorbire più ampia partecipazione,  questa prima edizione della festa accoglierà solamente gli ex alunni e le loro famiglie.
Per limiti organizzativi e logistici comprensibili, non si è in grado di gestire una partecipazione estesa anche agli alunni attuali e a tutti noi che attualmente frequentiamo la scuola.
Ma tutti possiamo dare un prezioso impulso per la preparazione, spiritualmente partecipi e offrendo le nostre rispettive competenze all’interno dei gruppi di lavoro o contattando il gruppo che organizza questo evento.
Con gratitudine per l’eredità che riceviamo dagli ex allievi.
 
Il gruppo promotore della festa per gli ex-alunni

Comunicazioni per l’anno scolastico 2017/18

Cari genitori,

nella passata assemblea abbiamo presentato ed illustrato le novità relative alle rette del prossimo anno, che di seguito brevemente riassumiamo.
Il nuovo importo comprende: contributo scolastico, materiale didattico e contributo pulizie, con conseguente esonero dei genitori dall’obbligo di iscrizione nei turni quotidiani delle pulizie.
Non sarà inoltre più possibile accedere a riduzioni sulle rette mensili per famiglie con meno di tre figli iscritti a scuola.
Per questi motivi si è deciso di dare la possibilità, a chi lo richieda, di partecipare al nuovo progetto pulizie che prevede compensazioni sulla retta in cambio di turni di pulizia a scuola.
Speriamo così di fornire alle famiglie uno strumento per poter far seguire ai propri figli un percorso di educazione Waldorf nonostante le difficoltà economiche presenti o che possono sopraggiungere, strumento che allo stesso tempo consenta alla scuola di far fronte ai propri obblighi economici verso maestri, banche e fornitori.
Ovviamente sarà possibile non solo ottenere una compensazione sulla retta dei propri figli ma anche donarla, con il proprio lavoro, a famiglie in difficoltà.
Gli eventuali turni restanti, al fine di garantire una accurata igiene quotidiana della scuola, saranno coperti da una ditta specializzata.
Il Progetto Pulizie sarà gestito da Alessandra Natili che invitiamo a contattare al numero 339 6587130 per comunicare la propria adesione entro il 31 maggio 2017 . In base alla disponibilità offerta e all’impegno assunto calcolerà l’ammontare della compensazione di cui poter usufruire e saprà dare informazioni sulle modalità operative da seguire.

Un caro saluto,

Il Comitato Direttivo

Amiamo i nostri animali e i nostri figli un po’ di più
Cara Comunità,
vorremmo richiamare la vostra attenzione ad una semplice ma fondamentale regola di convivenza: il rispetto.
Il rispetto per i nostri animali (sopratutto cani) che ci accompagnano allegri a riprendere i loro padroncini, per gli altri genitori che insieme a noi aspettano con trepidazione l’uscita dei loro bambini, ma sopratutto per i bimbi che tutti i giorni corrono e si divertono nel giardino della scuola, affondando anche le mani nella terra.
Se ci facciamo accompagnare dal nostro amico a quattro zampe abbiamone cura e assicuriamo che non sia costretto a sporcare i giardini della scuola a causa della nostra non curanza e mancanza di rispetto per il prossimo.
Se tutti noi non risponderemo responsabilmente a questo appello saremo costretti a chiedervi di lasciare i vostri animali a casa o fuori dal cancello della scuola.

S.O.S. tende per lavori estivi

Cari Genitori,

in previsione dei lavori che verranno svolti la prossima estate presso la nostra scuola e al fine di proteggere tutte le cose che dovranno essere tolte dai locali scolastici, dai magazzini e dal guardaroba teatrale, interessati dai lavori stessi, vorremmo chiedervi, oltre all’aiuto nel disallestimento e stoccaggio del materiale presso le vostre case, di prestare alla scuola una o due tende da campeggio grandi, quelle della protezione civile sarebbero perfette, per essere posizionate nel giardino della scuola come riparo per i materiali meno deteriorabili.
Se doveste essere possessori e voleste prestarci le vostre tende siete pregati di dare disponibilità presso la segreteria didattica.

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Il link per scoprire convenzioni e vantaggi:
http://www.giardinodeicedri.it/vantaggi-per-i-soci/

Cari Genitori,

se desiderate inviarci informazioni o condividere riflessioni ed idee vi preghiamo di scrivere a:

saremo ben lieti di far sentire anche la vostra voce a tutta la Comunita’.

La Redazione de “Il Giardino dei Cedri”