“Le otto ragazze e i tre ragazzi, alle soglie di lasciare la scuola per avventurarsi nel mondo dei licei statali, hanno compiuto un’altra volta il miracolo – che si avvera da tanti anni per ogni ottava classe – di poter esprimere se stessi in un modo totalmente individuale, raccogliendo tutta l’educazione artistica degli otto anni di scuola che è apparsa chiaramente nel lavoro manuale come nel gesto teatrale, nell’arte pittorica come nell’interpretazione di un personaggio, nella cura della voce come nella musica … Ma queste diverse individualità che hanno fatto capolino sul palcoscenico, pronte a prendere il volo verso il futuro, si sono mostrate anche unite fortemente le une alle altre, avendo avuto l’opportunità di maturare nel lavoro comune di tanti anni un vero atteggiamento sociale.”
Maestra Carla

Ecco i lavori dei ragazzi, sia grafici, per la locandina dello spettacolo, che di composizione letteraria, con una parte di tema sull’esperienza del teatro.

Caterina: “Il Drago. Quest’intrigante opera teatrale di Evgenij Schwarz narra di un cavaliere errante, Lancillotto , che arriva in una città assoggettata ad un drago da ormai quattrocento anni. Ogni anno il drago si sceglie una fanciulla, che poi scompare nella sua tana … Ma Lancillotto riuscirà infine ad uccidere il drago …  Schwarz, in quest’opera, rappresenta nel personaggio del drago il puro male e l’egemonia politica che vengono sconfitti dai più nobili principi dell’umanità, incarnati dal puro Lancillotto. … Lo spirito puro e giusto di Lancillotto ha lasciato in me un rafforzato slancio nel denunciare e combattere le ingiustizie … oltre all’impronta lasciatami dal ruolo di Lancillotto, quest’esperienza mi ha ancor maggiormente unita ai miei compagni, con cui ho condiviso questa profonda ed arricchente avventura, che ci ha preparati per le sfide che il futuro incerto ha in serbo per noi …”

Maria Celeste: “Il testo della nostra recita “Il Drago” parla di avventure, amore, oppressione, paura e morte … la maggior parte delle persone, nel racconto, ormai non ha più un’anima; sono state uccise dentro, nel profondo e ormai si sono rassegnate … Quando Lancillotto viene a sapere della disgrazia, subito decide di salvare Elsa di cui si era innamorato al primo sguardo … Il primo giorno che siamo entrati a teatro eravamo tutti un po’ spaventati e la prima volta che l’abbiamo provato abbiamo fatto un disastro! Nessuno di noi avrebbe pensato che in soli quattro giorni lo spettacolo sarebbe diventato così bello! … Penso che questo testo fosse perfetto per noi, ognuno era adattissimo al ruolo assegnatogli dalla maestra! È stato bellissimo passare la settimana in teatro, ci siamo divertiti moltissimo!”


Ludovica: “…La prima testa del drago è bonacciona “oggi mi presento così alla buona senza i distintivi del grado”. La seconda è fredda, netta, impassibile …  Ma solo nel secondo atto vedremo la terza testa, la più feroce … L’atto si conclude con Lancillotto morente tutto solo sulla piazza … Il personaggio che ho interpretato con più gioia, volontà e “facilità” è stato quello di Elsa. All’inizio è sempre dura, ma quando vuoi qualcosa veramente, la riesci ad ottenere, così è successo a me … le battute che mi riuscivano con più difficoltà sono state quelle con sentimenti di rabbia e odio … Interpretare invece il personaggio di  Carlo Magno è stato strano, sinceramente non riuscivo a sentirmi veramente maschio … L’esperienza teatrale è stata soddisfacente, durante gli spettacoli non avevo più la cognizione del tempo … è stata una grande esperienza ed opportunità che porterò sempre nel cuore e non so se avrò la possibilità di ripeterla.”

Ginevra: “Le luci si spengono, nella sala scende il silenzio; ormai anche tra noi è sceso il silenzio e ognuno si prende un attimo, anche inconsciamente, per entrare in sé e fare leva su tutto il proprio coraggio. … è il momento: entriamo! … Quando ti capita, se non in teatro, di poter così bene giocare con il tuo carattere, con la tua personalità? Qui puoi esprimerti in tutto quello che hai imparato dalla storia e dal personaggio. Un attimo sei l’ospite inaspettato che conversa curiosamente, poi l’incredulo e lo sconcertato davanti alla totale sottomissione degli altri, poi l’innamorato, poi l’eroe che dà tutto, perfino la vita, per salvare persone che non vogliono essere salvate. Ma per fare questo devi giocare con te stesso e la tua timidezza, la tua paura … Tocca a me. È il mio momento. Quando entro in scena l’emozione è tanta, ma mi accorgo che tutti danno il meglio e così, oltre a coinvolgere gli altri, coinvolgiamo noi stessi. E questo è bellissimo. Dopo pochi minuti, il pubblico non mi dà più soggezione, anzi mi spinge a far sentire tutto quello che io, personaggio e persona, ho dentro.  Sembra una danza, poi … arriva proprio il momento finale: io sono Lancillotto e Lancillotto è me, e sto morendo … mi godo ogni secondo del monologo, ogni parola, ogni gesto, ogni sentimento …”


Alice: “Ripensando all’esperienza teatrale, in primo luogo mi viene in mente la fatica del lavoro, la fatica per trovare l’espressione giusta, la fatica nel contenere un’emozione. Un’emozione irraggiungibile, ineffabile, palpabile solamente attraverso l’esperienza teatrale. Un’esperienza che rimane impressa nei ricordi, un personaggio che ricordiamo come il protagonista di una nostra vita parallela, un testo che ci insegna le regole alle radici della vita. Solamente l’esperienza teatrale è capace di far emergere la nostra personalità attraverso il personaggio interpretato. Possiamo essere timidi, ma recitando tutto svanisce, svanisce la timidezza, la paura, la coscienza di avere un pubblico e l’incoscienza di essere la voce dell’anima del personaggio. Il testo è come se mi avesse parlato, scoprendo una via per il suo significato più profondo che io ho percepito. Mi ha confidato il suo segreto che io non svelerò, perché penso che ognuno di noi si sia fatto un’idea diversa del contenuto magico del testo. Dopo la prima rappresentazione, ho capito che dovevo concentrarmi solamente sulla recita, dovevo pensare, riflettere, sognare la nostra recita ideale … recita creata da sguardi, intese, parole, sorrisi. Creata dall’immaginazione dell’infanzia, dal gioco dell’infanzia …”

Celeste: “Nella nostra scuola in ottava classe (III media) si fa uno spettacolo di teatro che l’insegnante sceglie in base a cosa le trasmettono gli alunni …. Nonostante tutto credo che la recita sia venuta bene, perché lunedì mattina quando siamo andati a teatro a provare per la prima volta è stato un disastro e così fino a giovedì, e io pensavo che così sarebbe venuta anche la rappresentazione, ma per fortuna mi sbagliavo … Mi porterò questa esperienza per tutta la vita. E quando sarò in difficoltà mi ricorderò la forza che ho avuto facendo tutte le repliche con 39 di febbre e finendo l’ultima con un dito del piede fratturato!”

Emma: “Mi rivedo sul palco, le luci che m’illuminano, il pavimento che scricchiola accompagnando ogni mio movimento. L’ansia e la paura che prima mi bloccavano sono scomparse, riesco a guardare il pubblico, anche se oscurato dall’ombra e, mentre recito davanti ad esso, sento accrescersi sicurezze in me, perché so che alla fine, quando il sipario sarà chiuso e i riflettori spenti, potrò dire: “Mi sono impegnata con tutta me stessa”. … Questo testo ha un profondo significato morale … periodi in cui gli uomini, accecati e sottomessi da un potere tirannico, divenivano  delle anime “bacate, anime venali, anime morte”. Ascoltando queste parole, lo spettatore può quindi riflettere, guardare la propria anima, cercare nel suo essere interiore e chiedersi: “ La mia anima com’è?” … Entrando a contatto con il teatro, ho avuto modo di conoscere un altro mondo, un’altra strada capace di trasmettere emozioni e sentimenti, ma soprattutto questa esperienza mi ha aiutata a crescere come persona … inoltre è stata una grande prova di amicizia per me e per i miei compagni … Crescere è una parola importante e forse non ne ho ancora appreso il vero significato, ma quello che so è che l’uomo non è un singolo individuo, ma un essere all’interno di una comunità e per crescere bisogna considerarsi come tale”

Carolina:  “La mia esperienza del teatro è stata abbastanza piacevole. Inizialmente ero terrorizzata di esibirmi davanti ad un pubblico. Nelle prove è stato molto difficile, imparare la parte invece è stato facile, anche se recitare come voleva la maestra era impossibile! Col tempo ci ho lavorato a casa, ma durante le prove non mi riusciva così bene come quando ero sola … Quando mi sono trovata infine sul palco è stato meraviglioso, ero felice di recitare!”

Tommaso:  “In questa recita, avendo interpretato uno dei protagonisti, mi sono divertito nel muovermi e inventare spostamenti nello spazio che non avevo mai fatto. Mi sono calato nel personaggio completamente e sono stato felice di ricevere tanti complimenti. Questa esperienza del teatro per me è stata fantastica, non dimenticherò i momenti d’ansia prima di entrare in scena, la paura di dimenticare le battute e soprattutto il finale con gli inchini e gli applausi che ti colmano di gioia fin dentro. È stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Ah! Dimenticavo una cosa: il supporto degli amici è stato fondamentale.”

Antonio:  “La recita di VIII è una di quelle esperienze che, secondo me, ti cambiano la vita … All’inizio è stato molto faticoso imparare tutte le battute a memoria (avevo quattro personaggi!) ma dopo averle imparate, tutto il resto è stato molto divertente. Mi sono divertito soprattutto ad interpretare le prime “due teste” del drago anche se cambiare completamente personaggio e umore in meno di dieci secondi è stato molto difficile, soprattutto dovendo anche cambiarmi di abito a luci spente … Sono subito rimasto colpito dal messaggio che Schwarz voleva veramente lasciare e quindi mi ci sono messo d’impegno … Ed ecco venerdì mattina: il giorno della prima. All’inizio, devo ammettere, ero un po’ teso, ma una volta entrato in scena, mi sono trovato a mio agio … È stata un’esperienza indimenticabile. Anche fare gli oggetti scenici è stato divertente. Mi è piaciuta molto d’idea dei cubi e sono molto felice di averne uno in camera mia per ricordo … In generale questa esperienza ti mette alla prova e dipende tutto da come la prendi. … è stata una delle ultime esperienze che avrò in questa scuola e forse la più significativa. Una cosa è certa. “Il Drago” rimarrà per tutta la vita nel mio cuore!”

Federico: “Nonostante io non avessi dei ruoli particolarmente importanti  mi sono divertito molto. A dire il vero prima della recita ero molto nervoso, pensavo di non ricordarmi tutte le battute o di non entrare al momento giusto, ma forse è proprio  per questo che è andata meglio di quanto credessi. E stato impegnativo, non si può negare, e ad un solo mese dalla rappresentazione sembrava essere ancora tutto in alto mare; credo che nessuno di noi avrebbe scommesso niente sul buon esito della cosa. Poi il teatro è di per sé magico e questa magia ha invaso tutti noi, tanto è che al momento della prima messa in scena come per incanto ogni cosa ha trovato il giusto posto. L’adrenalina era molto alta, ma questo ha fatto si che ognuno di noi “venisse fuori” con il meglio di sé, colpendo piacevolmente il pubblico in sala e, talvolta, stupendolo…. È davvero un’esperienza unica quella del teatro, che sarebbe bello fosse in tutte le scuole…e adesso siamo tutti in corsa per la prossima grande tappa: gli esami di giugno, speriamo di stupire anche in questo.”